Video e tecnologie a Milano

dicembre 3rd, 2009 - 

 

videomuseumCourtesy of Aprile on line.

Dalla videoarte a youtube, passando dalla strabiliante offerta del digitale terrestre, sembra che non si parli altro che di video. A Milano più che altrove. Per i patiti del mezzo, Milano offre in questo periodo grandi opportunità di formazione, informazione, e fruizione. La capitale della moda e del design, di quella cultura materiale che da sola produce quasi il 5% di pil, strizza l’occhio all’immaterialità del video, ma sempre con grande concretezza. Il convegno Videomuseum, ad esempio. Organizzato dalla Direzione Regionale per i Beni Culturali della Lombardia, emanazione del Ministero per i Beni Culturali, la due-giorni di Videomuseum vuole riflettere sulla conservazione delle opere video. Sembra un problema banale, ma non lo è poi così tanto. Pensiamo ai primi video degli anni ’60. Come sono stati girati? Con che tecnologia? E se la pellicola deperisce, che tipo di intervento è possibile effettuare? E se, ancora, il proiettore voluto dall’artista e facente ormai parte dell’opera si guasta? Magari la ditta che l’ha prodotto è pure fallita, e non sono più disponibili pezzi di ricambio. Che fare?  L’obsolescenza degli hardware e dei supporti, nella video arte, è un grande problema. Sembrano tecnicismi, ma pensiamo, banalmente, ai nostri pc. Quanto velocemente evolve la tecnologia e quanti “scarti” digitali ci lasciamo dietro ogni volta che effettuiamo un upgrade, frammenti di software che vengono abbandonati nella memoria del cyber spazio e mai più recuperati?

 

Di questo ed altro hanno discusso brillanti curatori, ricercatori e operatori professionisti, tra cui, preme menzionare, Elena Volpato, curatrice della GAM di Torino, prima istituzione pubblica a volere, nel ’99 una collezione di video arte. La Volpato si è trovata, prima in Italia in un museo pubblico, a dover affrontare problemi tipici della fruizione del video: quanti video posso mettere in una mostra per permettere al visitatore di visitarla in un tempo ragionevole e non farlo rimanere a Torino una settimana? come affrontare il problema dell’audio e delle interferenze tra un video e l’altro? E il catalogo? Come si fa a mettere un video in un catalogo? Quali frame scegliere come rappresentativi dell’opera? Altra menzione speciale del convegno ad Andrea Bruciati, direttore della Galleria Comunale di Monfalcone, museo di frontiera che presta grande attenzione al tema del video. Bruciati si è proposto, negli anni, di creare diversi format per diffondere la cultura della video arte, nel suo collocarsi in un ambito ibrido, con riferimenti culturali alla televisione, al cinema e all’arte. Come poter avvicinare il pubblico alla video arte? Sono necessarie precise strategie culturali, geografiche e politiche, che Bruciati ha trasformato in format culturali: Videoreport, una mostra itinerante con 90 curatori e 90 video, Prima visione, una serie di esposizioni ideate attorno alle influenze di grandi registi su giovani video artisti, Past Forward, ovvero come i grandi temi dei video artisti degli anni ’60 sono stati tradot.

 

Un altro evento degno di nota è More than zero, un festival sulle culture cross mediali che si struttura in diversi appuntamenti nel corso dell’anno. Sicuramente, nel suo genere, è l’appuntamento più interessante che Milano abbia da offrire. L’ultimo, appunto, il 26 novembre: More than… creativity. Pretesto della giornata un contest per giovani aspiranti citizen journalist: iReporter. Dopo un breve briefing pubblico sui do’s e i dont’s del bravo giornalista, una decina di ragazze e ragazzi sono stati sguinzagliati per la città, telecamera alla mano, alla ricerca di storie da raccontare, storie di micro giornalismo che, dice il relatore Marco Marsili “non arriverebbero alla dignità dei mass-media, ma che sono lo stesso degne di essere raccontate”. In loro attesa, un panel di creativi ha cominciato una riflessione, durata poi tutto il giorno, sullo stato della creatività in Italia. Partendo da Stefano Rolando, autore del recentissimo Libro Bianco sulla Creatività, la parola è passata a pubblicitari, professionisti del video, web designer, giornalisti, chiamati ad arricchire il dibattito in corso su come la grande popolazione dei creativi sta reagendo alla crisi in corso. Una reazione che non poteva essere che creativa, appunto, come hanno testimoniato Alessandro Cappellotto di Zooppa e Danilo Marinaccio, web designer freelance che ha messo all’asta la propria creatività su ebay. Nel pomeriggio un altro interessante appuntamento: giovani, pubblicitari, visual designer hanno presentato i loro migliori progetti a responsabili editoriali, content provider, agenzie di comunicazione, centri di produzione audiovisiva. Come nella riunione di una grande agenzia creativa a porte aperte, ogni progetto è stato valutato, migliorato, modificato, anche insieme al pubblico. Un vero evento 2.0, si potrebbe dire. Sembra che Milano, forse per effetto della crisi, si stia svegliando dal torpore e ricominci a produrre cultura, riflessione e giovane progettualità. 

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Interview!

novembre 25th, 2009 - 

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Il muro, the wall, die mauer!

novembre 9th, 2009 - 

Courtesy of Aprileonline.

Die Mauer. The wall. Le mur.

In un video del videomaker Lutz Gregor una visione dal passato di quello che, di lì a poco, sarebbe capitato alla città del Muro. A Milano, Perypezye Urbane contagia l’Informagiovani di via Dogana e il Cinema Gnomo, dove questo straordinario documento sarà visibile lunedì 9 e martedì 10, dalle 10.00 alle 18.00.

Nel 1985, due giovani registi e videomaker tedeschi, Lutz Gregor e Gerhard Schumm, girarono un film che si rivelò profetico. Un wishfu

l thinking, verrebbe da dire, una profezia che si autoadempie, una pia illusione. Dopo solo quattro anni dalla realizzazione di questo breve e divertente film, il Muro si sgretolò e immagini di folle che lo scavalcavano e lo prendevano a picconate invasero le televisioni di tutto il mondo. Il mondo trattenne il respiro. Voi dove eravate? Io mi trovavo a Milano, stavo entrando nella mia adolescenza, e vedevo queste cose con uno sguardo curioso, erano cose da adulti, la politica, la Guerra Fredda, che mai veramente avevo capito. Qualche anno dopo sono stato a Berlino, un anno di Erasmus in Germania, erano i tardi anni ’90, e la prima sera fui invitato a un party in una casa di Prenz’l Berg, quartiere ora molto trendy della ex Berlino Est: la festa era in un appartamento al piano terra, dove il passaggio da una stanza all’altra era consentito grazie a buchi nel muro, dovevi abbassare la testa e inevitabilmente i pantaloni ti si sporcavano di calce. Non c’era elettricità, ma candele ovunque. Una scena molto gotica. A qualche chilometro di distanza Potsdamer Platz era un cantiere aperto, con operai che lavoravano 24 ore su 24 e le gru a popolare quello che per anni divenne il vero skyline della città. Ora l’unità delle due Berlino è cosa fatta e finita, a Berlino non ci sono più berlinesi, e i quartieri più malandati hanno subito una gentrificazione selvaggia.

Come ricordo di una Berlino che fu, e che stava per non essere più, ci soccorre questo bel lavoro in video di Gregor e Schumm. Una presa in giro, a dir poco. Persone che vanno e che vengono, che attraversano il confine liberamente, sorridendo, con naturalezza. Bambini che giocano con la sbarra del confine, lo Schlagbaum, persone che passeggiano nell’area di confine. Questo era assolutamente impossibile. A un certo punto questo muro di cartongesso viene giù, le torrette smantellate, sotto lo sguardo “a pesce” della polizei. La tipica cornice tonda che lo sovrasta viene sfilata dal muro come se niente fosse. “Tutti a casa!” sembano voler dire gli operai che, con la massima nonchalance, caricano il muro sui loro furgoncini e prendono a martellate i tetti della torretta di controllo.

Ma è tutto uno scherzo, ripeto, perchè il Muro, dietro ai compensati che vengono giù, si vede ancora, e la “palla” della Fernsehturm, enorme simbolo fallico del potere socialista, svetta ancora dietro ai tre metri e sessanta del Muro. Un documentario utopico, sul potere della visione e del suo destino. Un documentario girato da uno di quei videomaker che, anni dopo, riconosciamo come un grande regista sperimentale della Germania unita, Lutz Gregor. Gregor, infatti, comincia dal 1983 a interessarsi al mondo del documentario sperimentale e pian piano si specializza in quell’area dell

a videoarte che si interessa della connessione tra film e danza. I suoi film includono Kontakt Triptychon, del 1992, vincitore del Grand Prix Vidéo Dance di Parigi, Königskinder, del 2001, un magnifico lungometraggio di videodanza, vincitore del Festival International du Film Indépendant di Bruxelles, i Frankfurt Dance Cuts, del 2005, girati con 4 danzatori della compagnia di danza di William Forsythe. Ha collaborato con personaggi del mondo della danza del calibro di Rui Horta, Frederik Flamand, Mark Tompkins, Juan Kruz Diaz de Garaio Esnaola (danzatore feticcio di Sasha Waltz). Attualmente è un docente associato del programma D.A.N.C.E., la cui direzione artistica è affidata a Flamand, Mc Gregor, Preljocaj e Forsythe. Ma ovviamente Gregor non riesce a stare lontano dalla telecamera e continua a girare i suoi bellissimi film.

Oltre a questa interessante iniziativa di Perypezye Urbane, Milano dedica a Berlino una mostra a cielo aperto, nelle vie del centro, dal titolo “Plaza: oltre il limite 1989-2009”. Inoltre lunedì 9 Novembre alle 12, nel cortile interno del Palazzo Reale, una performance di arte contemporanea a cui prenderà parte, udite udite, anche il ministro della gioventù Giorgia Meloni: l’artista Dario Milana realizzerà un muro alto più di cinque metri che verrà fatto cadere alla presenza di tanti ospiti. Allo spazio Oberdan, dal 5 al 10 novembre, proiezione speciale di pellicole tedesche, tra cui il primo episodio di Heimat 3, kolossal con la firma di Edgar Reitz. Ancora all’Oberdan, nel foyer, martedì 10 inaugurerà una mostra fotografica di Lorenzo Capellini, “Al di là del muro”.

Naturalmente tutto questo per chi rimane a Milano. Per chi invece intende festeggiare da berlinese doc, basta dare un’occhiata a www.mauerfall09.de, un sito che raccoglie le oltre 80 iniziative organizzate dalla città più vivace d’Europa per ricordare se stessa e il giorno in cui la Germania divenne il “paese più felice del mondo”.

Una chicca: su www.twitter.com/fallofthewall si possono condividere i propri pensieri sulla caduta del muro e indicare quali sono i muri che ancora devono cadere.

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Solo in Azione su CiaoMilano!

luglio 7th, 2009 - 

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Io sono Perypezye Urbane

giugno 28th, 2009 - 

Io sono Perypezye Urbane from Perypezye Urbane on Vimeo.

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Solo in Azione’s coming!

giugno 22nd, 2009 - 

Come fai a sapere di avere sollevato il braccio? from Perypezye Urbane on Vimeo.

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Miracolo a Milano.

maggio 4th, 2009 - 

Accadde un giorno, e una notte. O più d’una. Espressioni.  

Si sente dire che per mare pirati su navi per terra invece finalmente la danza. Che 

si diffonda in ogni angolo della terra questo modo grazioso di muoversi, terreno di realizzare sogni con il corpo la parola si fa visione che si può toccare. Espressioni. di uno sguardo che guarda lontano. Questo il problema si sentì, che il nuovo Cinema Italiano non s’immagina nel tempo. Si confina in uno spazio-tempo limitato. L’attimo, fuggente.  Avvenire prima, invece, e dopo. Espressioni “per uscire dalla forma”. o forse per entrarci ma come si deve. Versare acqua nel bicchiere come guerriero che in battaglia non bada a spese. Spendersi completamente come fanno i cani quando ti scorgono al di fuori del cancello. Come uccello che non si ferma in volo o se lo fa è sostenuto dal vento. Lasciarsi librare nell’aria. Espressioni. che non si vogliono fermare oggi. Ma andare avanti ieri, e domani, che dopo ‘l sogno la passione impressa 
rimane, e ché quasi tutta cessa 
mia visïone, e ancor mi distilla 
nel core il dolce che da essa nacque…

 

 

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Espressioni, rassegna di videodanza

aprile 21st, 2009 - 

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Ancora una settimana

febbraio 24th, 2009 - 

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Bentoglio giove – Ceresoli e Felician venere

febbraio 18th, 2009 - 
Quando: Domani, giovedì 19 Febbraio, ore 18.00
Chi: Alberto Bentoglio (insegna Discipline dello spettacolo presso la Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università degli Studi di Milano. Ha pubblicato volumi e saggi su differenti aspetti e momenti della storia e dell’organizzazione del teatro e dello spettacolo italiano, lungo un arco cronologico che va dal Settecento ai giorni nostri)
Come: comodamente seduti – ingresso libero!
Cosa: Conferenza su “Milano, uno spazio per il teatro”(l’incontro si svolge nell’ambito della mostra “Solo in Azione Video”, e si concentrerà su come gli spazi teatrali e performativi istituzionali e non, riescano a (soprav)vivere in una città come Milano. E’ un incontro rivolto a tutti gli appassionati di teatro, di musica e di danza.)
Perchè: per ascoltare, riflettere e parlare di cosa succede agli spazi teatrali di Milano.

Quando: venerdì 20 febbraio, ore 18.00
Chi: Jacqueline Ceresoli + Luca Felician (Brillante e poliedrica figura all’interno del panorama artistico contemporaneo, curatrice, storica, critica e docente universitaria, Jacqueline Ceresoli è anche autrice di dirompenti testi sulla natura interdisciplinare delle arti visive contemporanee, tra cui “Ibridazioni, nuovi territori della scienza e della tecnica, dell’arte, della mente”, “Transdesign” e “La nuova scena urbana. Cittastrattismo e urban art”. Collabora con Flash Art e Arte.)
Come: comodamente seduti – ingresso libero!
Cosa: Citymediascape, città metalinguaggio delle arti visive contemporanee. L’incontro si concentrerà sulla peculiare ricerca della Ceresoli e di Felician sul tema del paesaggio urbano e della sua presenza all’interno delle poetiche di molti artisti e performer contemporanei. L’incontro è rivolto a tutti gli amanti dell’arte e della performance, a chi non si accontenta della solita “critica”, ai giovani artisti e agli artisti meno giovani.
Perchè: per vivere un’experience, diversa da tutte le altre.

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