Si è da poco conclusa Performa 09, Biennale di Performance di New York, che ha presentato i lavori di più di 150 artisti da tutto il mondo. Highlights sono state le performance di Tacita Dean, William Kentridge, Joan Jonas, Keren Cytter. La performance abolisce il confine tra teatro, danza, visual arts, new media arts, musica, architettura, video, design, moda, cucina, e chi più ne ha più ne metta. Ed è – forse – per questo che l'altra Biennale, quella di Venezia, ha deciso di mettersi al passo. Nel maggio del 2010, infatti, la Biennale di Arte Contemporanea inaugurerà la prima edizione del Festival Internazionale della Performance. Evviva! Non poteva che essere un settore come quello dell'arte contemporanea a far nascere sotto la sua ala qualcosa di nuovo (il settore della danza, quello forse più vicino alle "forme" della performance art, è infatti nelle grinfie di Ivo, il tedesco-brasiliano che ha deciso di invecchiare e morire al teatro Arsenale). A dicembre, udite udite, sul sito della Biennale verrà pubblicato un bando per giovani performer. Verranno selezionati 12 progetti. Stay tuned!
Performance in laguna
Il muro, the wall, die mauer!
Courtesy of Aprileonline.
Die Mauer. The wall. Le mur.
In un video del videomaker Lutz Gregor una visione dal passato di quello che, di lì a poco, sarebbe capitato alla città del Muro. A Milano, Perypezye Urbane contagia l’Informagiovani di via Dogana e il Cinema Gnomo, dove questo straordinario documento sarà visibile lunedì 9 e martedì 10, dalle 10.00 alle 18.00.
Nel 1985, due giovani registi e videomaker tedeschi, Lutz Gregor e Gerhard Schumm, girarono un film che si rivelò profetico. Un wishfu
l thinking, verrebbe da dire, una profezia che si autoadempie, una pia illusione. Dopo solo quattro anni dalla realizzazione di questo breve e divertente film, il Muro si sgretolò e immagini di folle che lo scavalcavano e lo prendevano a picconate invasero le televisioni di tutto il mondo. Il mondo trattenne il respiro. Voi dove eravate? Io mi trovavo a Milano, stavo entrando nella mia adolescenza, e vedevo queste cose con uno sguardo curioso, erano cose da adulti, la politica, la Guerra Fredda, che mai veramente avevo capito. Qualche anno dopo sono stato a Berlino, un anno di Erasmus in Germania, erano i tardi anni ’90, e la prima sera fui invitato a un party in una casa di Prenz’l Berg, quartiere ora molto trendy della ex Berlino Est: la festa era in un appartamento al piano terra, dove il passaggio da una stanza all’altra era consentito grazie a buchi nel muro, dovevi abbassare la testa e inevitabilmente i pantaloni ti si sporcavano di calce. Non c’era elettricità, ma candele ovunque. Una scena molto gotica. A qualche chilometro di distanza Potsdamer Platz era un cantiere aperto, con operai che lavoravano 24 ore su 24 e le gru a popolare quello che per anni divenne il vero skyline della città. Ora l’unità delle due Berlino è cosa fatta e finita, a Berlino non ci sono più berlinesi, e i quartieri più malandati hanno subito una gentrificazione selvaggia.
Come ricordo di una Berlino che fu, e che stava per non essere più, ci soccorre questo bel lavoro in video di Gregor e Schumm. Una presa in giro, a dir poco. Persone che vanno e che vengono, che attraversano il confine liberamente, sorridendo, con naturalezza. Bambini che giocano con la sbarra del confine, lo Schlagbaum, persone che passeggiano nell’area di confine. Questo era assolutamente impossibile. A un certo punto questo muro di cartongesso viene giù, le torrette smantellate, sotto lo sguardo “a pesce” della polizei. La tipica cornice tonda che lo sovrasta viene sfilata dal muro come se niente fosse. “Tutti a casa!” sembano voler dire gli operai che, con la massima nonchalance, caricano il muro sui loro furgoncini e prendono a martellate i tetti della torretta di controllo.
Ma è tutto uno scherzo, ripeto, perchè il Muro, dietro ai compensati che vengono giù, si vede ancora, e la “palla” della Fernsehturm, enorme simbolo fallico del potere socialista, svetta ancora dietro ai tre metri e sessanta del Muro. Un documentario utopico, sul potere della visione e del suo destino. Un documentario girato da uno di quei videomaker che, anni dopo, riconosciamo come un grande regista sperimentale della Germania unita, Lutz Gregor. Gregor, infatti, comincia dal 1983 a interessarsi al mondo del documentario sperimentale e pian piano si specializza in quell’area dell
a videoarte che si interessa della connessione tra film e danza. I suoi film includono Kontakt Triptychon, del 1992, vincitore del Grand Prix Vidéo Dance di Parigi, Königskinder, del 2001, un magnifico lungometraggio di videodanza, vincitore del Festival International du Film Indépendant di Bruxelles, i Frankfurt Dance Cuts, del 2005, girati con 4 danzatori della compagnia di danza di William Forsythe. Ha collaborato con personaggi del mondo della danza del calibro di Rui Horta, Frederik Flamand, Mark Tompkins, Juan Kruz Diaz de Garaio Esnaola (danzatore feticcio di Sasha Waltz). Attualmente è un docente associato del programma D.A.N.C.E., la cui direzione artistica è affidata a Flamand, Mc Gregor, Preljocaj e Forsythe. Ma ovviamente Gregor non riesce a stare lontano dalla telecamera e continua a girare i suoi bellissimi film.
Oltre a questa interessante iniziativa di Perypezye Urbane, Milano dedica a Berlino una mostra a cielo aperto, nelle vie del centro, dal titolo “Plaza: oltre il limite 1989-2009”. Inoltre lunedì 9 Novembre alle 12, nel cortile interno del Palazzo Reale, una performance di arte contemporanea a cui prenderà parte, udite udite, anche il ministro della gioventù Giorgia Meloni: l’artista Dario Milana realizzerà un muro alto più di cinque metri che verrà fatto cadere alla presenza di tanti ospiti. Allo spazio Oberdan, dal 5 al 10 novembre, proiezione speciale di pellicole tedesche, tra cui il primo episodio di Heimat 3, kolossal con la firma di Edgar Reitz. Ancora all’Oberdan, nel foyer, martedì 10 inaugurerà una mostra fotografica di Lorenzo Capellini, “Al di là del muro”.
Naturalmente tutto questo per chi rimane a Milano. Per chi invece intende festeggiare da berlinese doc, basta dare un’occhiata a www.mauerfall09.de, un sito che raccoglie le oltre 80 iniziative organizzate dalla città più vivace d’Europa per ricordare se stessa e il giorno in cui la Germania divenne il “paese più felice del mondo”.
Una chicca: su www.twitter.com/fallofthewall si possono condividere i propri pensieri sulla caduta del muro e indicare quali sono i muri che ancora devono cadere.
Be Pedestrian!
Gd’A Lombardia
E grazie a un grande sforzo organizzativo di Artedanzae20, unito a un probabilmente ingente finanziamento di Fondazione Cariplo, il progetto della Giovane Danza d'Autore approda in Lombardia. 5 coreografi under35 verranno selezionati da un comitato secondo precisi criteri dettati dal gruppo originario della Giovane Danza d'Autore, le emiliane Selina Bassini e Monica Francia. Il bando uscira' a fine Luglio. Tanti gli spazi coinvolti, tra cui l'out-off. E importanti le realta' che, oltre alla Fondazione, sosterranno il progetto, tra cui l'obsolescente circuito ministeriale Lombardia Danza, unico circuito ministeriale lombardo ad essere finanziabile dallo Stato, e il CRT che, ricordiamo, e' l'ente per la promozione della danza della Lombardia. Grande lavoro diplomatico quindi di Onetti e Nuzzo. Ci auguriamo che Gd'A Lombardia contribuisca a radicare finalmente una cultura della ricerca e dell'innovazione nei giovani coreografi lombardi. Auguri!
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Martedì 21 a Piazza Montecitorio
Comunicazione dall’AGIS:
Contro il mancato reintegro del Fondo Unico per lo spettacolo con il conseguente azzeramento di qualsiasi possibilità di riforma legislativa del cinema e dello spettacolo dal vivo ed il rischio dell’ esistenza di oltre 6000 imprese di spettacolo e dell’occupazione di oltre 200 mila lavoratori esclusi , come nei precedenti, dagli interventi del decreto legge n.78 recante provvedimenti anticrisi
ci incontreremo tutti alle ore 17 di martedì 21 luglio a piazza Montecitorio
in vista dell’inizio della discussione in Aula del decreto anticrisi con la richiesta del voto di fiducia da parte del Governo.
Artisti, autori, imprenditori, lavoratori dello spettacolo chiederanno di essere ricevuti dal Presidente della Camera e dai Presidenti dei Gruppi parlamentari
In cerca d’oro
E conquista del west. america, del Nord. Un tempo si partiva per sterminati spazi e sovrumani silenzi in quelle praterie che non appartenevano a nessuno, e ci si riconosceva compagni, nell’attraversamento. Ancora si percorrono strade, sterrate. Perypezye, in queste nostre città che si ritrovano sul cammino, in cerca d’ascolto e di visione. Ci si accosta in silenzio. Alla ricerca del bene e del male si scopre di non dover decidere, la Danza non è nè giusta, né sbagliata, la Danza reclama solo d’esser danzata, tesoro, che non s’aspetta né chiede sguardo, fiore che cresce in terra in acqua verso cielo senza bisogno di consenso lui c’é.
Emio greco è morto, si confida. Rimasto orfano scompare allo sguardo e così facendo si dona in tutto il suo splendore. “Virtù segreta”, una delle azioni guida dell’educazione, nei monasteri Zen. esso significa agire senza essere visto, donarsi non guardato. fare pieno uso di qualunque evenienza si produca nella propria vita, trattare sé stessi e il mondo nel raggio dell’apprezzamento più alto e reverenziale senza aspettarsi ricompensa. Gesù “nel dono, che la tua mano sinistra non sappia ciò che fa la destra, resti un segreto”. Lieh-Tzu, filosofo cinese: “ho scordato se questo fosse un sì, oppure un no, perdita, o guadagno, se questo fosse mio o d’altri e così mi sono trasformato. E allora l’occhio è diventato orecchio l’orecchio il naso il naso come la bocca, e non c’era nulla che non fosse identificato…la forma si dissolveva, ossa e carne si scioglievano, io non sapevo più su cosa poggiasse il mio corpo o dove i miei piedi mi portassero. Semplicemente, col vento, mi muovevo, ad ovest ad est, come una foglia che oscilla nella corrente, ignoravo se ero io a cavalcare il vento o il vento a sospingere me…”
Bentoglio giove – Ceresoli e Felician venere
Quando: Domani, giovedì 19 Febbraio, ore 18.00Chi: Alberto Bentoglio (insegna Discipline dello spettacolo presso la Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università degli Studi di Milano. Ha pubblicato volumi e saggi su differenti aspetti e momenti della storia e dell’organizzazione del teatro e dello spettacolo italiano, lungo un arco cronologico che va dal Settecento ai giorni nostri)
Come: comodamente seduti – ingresso libero!
Cosa: Conferenza su “Milano, uno spazio per il teatro”(l’incontro si svolge nell’ambito della mostra “Solo in Azione Video”, e si concentrerà su come gli spazi teatrali e performativi istituzionali e non, riescano a (soprav)vivere in una città come Milano. E’ un incontro rivolto a tutti gli appassionati di teatro, di musica e di danza.)
Perchè: per ascoltare, riflettere e parlare di cosa succede agli spazi teatrali di Milano.
Quando: venerdì 20 febbraio, ore 18.00
Chi: Jacqueline Ceresoli + Luca Felician (Brillante e poliedrica figura all’interno del panorama artistico contemporaneo, curatrice, storica, critica e docente universitaria, Jacqueline Ceresoli è anche autrice di dirompenti testi sulla natura interdisciplinare delle arti visive contemporanee, tra cui “Ibridazioni, nuovi territori della scienza e della tecnica, dell’arte, della mente”, “Transdesign” e “La nuova scena urbana. Cittastrattismo e urban art”. Collabora con Flash Art e Arte.)
Come: comodamente seduti – ingresso libero!
Cosa: Citymediascape, città metalinguaggio delle arti visive contemporanee. L’incontro si concentrerà sulla peculiare ricerca della Ceresoli e di Felician sul tema del paesaggio urbano e della sua presenza all’interno delle poetiche di molti artisti e performer contemporanei. L’incontro è rivolto a tutti gli amanti dell’arte e della performance, a chi non si accontenta della solita “critica”, ai giovani artisti e agli artisti meno giovani.
Perchè: per vivere un’experience, diversa da tutte le altre.
Tutti allo Gnomo
Lo storico cinema vicino alla Cattolica di Milano, occupato ormai più che altro dalle lezioni universitarie, riprende vita, grazie a un intervento di ristrutturazione promosso dal Comune di Milano – Settore Tempo Libero.
Parole chiave del nuovo cinema sono: nuova scena internazionale, produzioni indipendenti, cinema di confine, video-arte.
E in questo progetto, ebbene sì, ci sono anche le Perypezye Urbane, che dal 28 al 30 Aprile, in occasione della Festa Mondiale della Danza, proporranno “Espressioni”, una tre-giorni di videodanza.
Yes, we change
Come reagisce la Fondazione Cariplo alla crisi? Sembra bene. Avendo accantonato in periodi non sospetti un fondo per far fronte a possibili periodi di vacche magre, quest’anno sarà in grado di erogare attraverso i bandi circa 60 milioni di euri, proprio come l’anno scorso, e senza dare priorità ai servizi alla persona (la tipica tendenza nei periodi di crisi: prima le persone, poi l’arte), ma sostenendo come gli altri anni il settore Arte e Cultura.6 i bandi per l’arte e la cultura, 3 dei quali diretti in modo specifico per chi lavora con le arti performative e la creatività, le cui erogazioni coprono per il 56% l’intero budget riservato ad Arte e Cultura.
Grosso slittamento semantico, valido per tutti i bandi, nel concetto di “obiettivo”. Qual è l’obiettivo del tuo progetto? Dovrà essere un cambiamento. Un cambiamento nel mondo che ti circonda, nella società, nel panorama culturale in cui ti muovi. Cioè: il tuo progetto dovrà cambiare qualcosa. Molto Obama. Una sfida interessante.
Altre novità: il bando sulla creatività si trasforma in bando senza scadenza, quindi con un pre-progetto, un incontro tecnico e un progetto vero e proprio (i primi due passaggi non esistono nei bandi con scadenza). Etre dovrebbe uscire a metà febbraio. Caldo invito a partecipare a un solo bando all’anno. Cambiamenti tecnici nella rendicontazione, con nuove procedure di verifica affidate a un revisore esterno pagato per metà da te e dai tuoi partner, per metà dalla Fondazione. Ah! Date un’occhiata al sito, è completamente cambiato.
Partnership un po’ troppo appariscenti

Con una grafica non troppo accattivante e con una sorta di roma-centrismo, è nato Muvideo.biz, il primo youtube italiano delle arti performative. Mai come ora si sentiva la necessità di una vetrina online nostrana, dedicata a chi si occupa di arte e spettacolo.
Muvideo è suddiviso in categorie: teatro|video|arti performative|danza|videoarte. Anche se, quando inserisci un video, e ti viene richiesto di inserirlo in uno dei gruppi summenzionati, compaiono anche le due categorie “accessorie” di BESTIARIo Festival, e OFFicINA. Come se a uno, inserendo un video su youtube, gli venissero proposte le categorie di: divertimento, sport, spettacolo, MICROSOFT, musica, politica, BILL GATES. Insomma, gli sponsor di questa nuova esperienza web 2.0 sono abbastanza chiari (e invadenti).
Ci aspettiamo in un futuro prossimo un affrancamento da queste due ombre, quantomeno a livello di immagine.
Il nostro amico Imagesdedanse, attento osservatore di tutto ciò che accade nel mondo delle arti performative, non manca di osservare da un lato l’utilità di questo servizio (“i nostri amici italiani sono così poco presenti nei teatri, che Muvideo merita forti incoraggiamenti!”), dall’altro l’emergere della danza contemporanea italiana la fa vedere a tutti per quello che è, “vecchiotta e insipida”. Insomma, Muvideo non è di certo lo specchio di biancaneve, ma è pur sempre utile per chi a fatica cerca una propria visibilità. Dal confronto e dal contatto si crea una selezione naturale, no?
Punti a favore: una volta inseriti i tuoi video, e dopo l’approvazione, Muvideo manda una mail a tutti i suoi iscritti informandoli che hai appena inserito un video. Quale youtube lo farebbe?
Secondo punto a favore (potenziale): MUtv, una nascente piattaforma video, che utilizza mogulus, dalle buone speranze ma non ancora a pieno regime. Per ora solo tanto xilofono.
Cultura convergente? Si, grazie.

