Immagini viste dall’alto #1

luglio 3rd, 2007 - 

Sabato 7 Luglio, ore 20.30, presso Studio28 inaugurerà una serata intitolata Immagini viste dall’alto.

Progetto aperto ad accogliere performance ancora in fase di lavoro ed elaborazione di idee.
Performance presentate nella forma di work in progress, nella forma di immagini viste dall’alto che, come quest’ultime osservate in lontananza, non hanno ancora una forma precisa, sono ancora spazi da riempire o svuotare, in cui dimensioni e colori si aprono a tante suggestioni, aperte alle possibili interpretazioni anche del performer stesso. È ancora la sospensione in alto dell’idea prima dell’atterraggio al punto finale che ci affascina, il progetto non pronto, la bozza: la testa per aria! (Giuseppe Esposito)

Programma di sabato:

- Compagnia Cadeaux Mainol – Franca Ferrari > Progetto Variabile: I Giganti
con Marta Brunato e Marina Burdinskaya. Coreografia: Franca Ferrari

Progetto Variabile: VARIABILE è un “progetto di ricerca scenica”. Uno spettacolo innovativo, basato sull’improvvisazione. suscettibile appunto di variabili, ma sempre basato su una struttura di base su cui danzatori e musicista improvvisano seguendo le indicazioni della coreografa presente in scena come un direttore d’orchestra. Questi spettacoli assumono il senso di un concerto jazz e sono stati spesso definiti “musica visiva”.

- Compagnia Perypezye Urbane > Trio Installazione
con Marta Ciappina, Giuseppe Esposito, Giovanni Sabelli Fioretti

Trio Installazione: lavoro nato dalle suggestioni dei tre danzatori, continua a ricercare, elaborare, autoinventarsi, aggiungere e togliere elementi coreografici e scenografici. Pensate, è ancora alla ricerca di un titolo vero!

NELLA SERATA DI SABATO VERRANNO RICHIESTI AL PUBBLICO FEEDBACK, SUGGERIMENTI, ISPIRAZIONI, IN FORMA ORALE O IN FORMA SCRITTA/GRAFICA (fogli bianchi verranno distribuiti all’inizio della serata). Le compagnie ne faranno tesoro!!

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Siae – ovvero come mettere in crisi la danza

giugno 29th, 2007 - 
Oggi sono stato alla Siae a chiedere i permessi per il Festival che comincia domani. C’è chi si lamenta del fatto che per l’Enpals i ballerini/danzatori sono ancora detti “tersicorei”. “Io sono un performer!”, dicono i detrattori del pacioccone nonchè inutile Ente pensionistico per lo spettacolo.
Costoro evidentemente non sono mai stati alla Siae, arpia, megera, la più grande nemica del danzatore contemporaneo.
Dunque:
1. Per la Siae la danza non esiste. Uno spettacolo di danza è detto “concerto di danza”. C’è il direttore d’orchestra, che non si capisce chi sia, il coreografo? il regista? l’autore della coreografia? Non ci è dato saperlo. Però LUI c’è, il direttùr. La performance è un concerto.
2. Se organizzi uno spettacolo a ingresso libero, e quindi non ti entra una lira, devi pagare attorno ai 130 euro. Dialogo: “Anche se non prendo un soldo devo pagare 130 euro alla Siae?” – “Ceeeeerto!”
3. Se invece lo spettacolo ha un biglietto d’ingresso, il 10 % del biglietto lo dai alla Siae, con un minimo di 80 euro per i teatri con fino a 100 posti. Ergo, se il biglietto è di 5 euro e arrivano 50 spettatori, 5 x 50 = 250 euri, devi dare alla Siae comunque 80 euro, anche se il 10%di 250 euro è 25 euro. Il punto è che a questo punto conviene di gran lunga far spettacoli a pagamento, o far risultare meno biglietti venduti (incitazione a delinquere?)e poi pagare 80 euri, anzichè 130.
4. Quando fai il tuo “concerto di danza”, devi compilare un piano musiche, il famoso borderò. Ok. Ma se le musiche non ci sono? “Beh, un concerto di danza come fa a essere senza musiche?” “Signora, nella danza contemporanea a volte si lavora senza musica” “Ah, non so… beh allora devi scrivere le coreografie” “E se il coreografo è quello che sta facendo il concerto di danza? (devi parlare come parlano loro, sennò fan finta di non capire, ndr), cioè se la coreografia è proprio la sua e non di Petipa? E se è uno concerto di danza di improvvisazione?” – “Ah, non ho mai sentito nulla del genere!”

Le soluzioni sono tre:
1. Mandare TUTTI gli impiegati Siae a fare un corso di aggiornamento su come si sono evolute le arti performative negli ultimi 50 anni, spiegandogli in particolar modo che non in tutti gli spettacoli di danza c’è un orchestra presente.
2. Dare fuoco a tutte le sedi Siae, compresa quella centrale.
3. Fare obiezione e non pagare un euro.

Quale scegli?

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